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13 novembre 2020

Segnaliamo ai lettori del blog che l’Osservatorio Carcere dell’Unione delle Camere Penali Italiane (UCPI), il 9 novembre 2020, ha diffuso un documento con il quale – come si legge nel sottotitolo dello stesso – si richiede la:

Applicazione immediata dei principi costituzionali Amnistia, Indulto e altri provvedimenti
per l’effettiva tutela dei diritti

L’UCPI, infatti, alla luce dell’ultimo decreto del Governo volto a fronteggiare l’acuirsi della crisi pandemica, richiama l’attenzione su ciò che sta accadendo, oggi, nei Palazzi di Giustizia e negli Istituti di pena italiani.

Nei primi, vale a dire nei Palazzi di Giustizia, i ritardi per giungere a sentenza, dovuti all’enorme carico processuale, si sono ulteriormente aggravati per l’emergenza sanitaria, che ha ridotto il personale e ha imposto la drastica diminuzione dei fascicoli da trattare in udienza.

Nei secondi, ossia negli Istituti di Pena, si assite al diffondersi del virus tra operatori e detenuti, tanto che non si può attendere oltre.

Infatti, l’indifferibile esigenza di prevenire ed evitare una massiva diffusione del contagio tra la popolazione carceraria può essere soddisfatta solo con una significativa diminuzione della stessa, in misura tale da eliminare il sovraffollamento cronico rispetto ai posti disponibilisovraffollamento cronico rispetto ai posti disponibili e assicurare, anche all’interno degli istituti penitenziari, la praticabilità delle misure di prevenzione del contagio che lo stesso Governo impone ai cittadini liberi.

I provvedimenti adottati sino ad ora appaiono totalmente inadeguati ad affrontare la nuova ondata del virus, che si presenta molto più pericolosa e cruenta della prima.

Ancora una volta, dunque, l’Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali Italiane rivolge al Parlamento l’invito ad emanare l’amnistia e l’indulto, parole oggi impronunziabili, ma istituti disciplinati dagli artt. 151 e 174 del Codice Penale e regolamentati, nella loro applicazione, dall’art. 79 della Costituzione.

I due istituti rispondono alla necessità di un migliore funzionamento della macchina giudiziaria, riducendo, da un lato, i procedimenti penali pendenti in numero troppo elevato e consentendo, dall’altro, la diminuzione del sovraffollamento negli istituti di pena dove, in molte realtà, la detenzione si concretizza in trattamenti inumani e degradanti ed oggi costituisce un concreto pericolo per la sopravvivenza.

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Per leggere l’intero documento dell’Osservatorio Carceri dell’UCPI, clicca qui.

 

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