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In una recente intervista rilasciata al quotidiano Il Manifesto (e ripubblicata da Ristretti Orizzonti), il Presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale Mauro Palma ha affrontato molteplici problemi connessi all’attuale emergenza sanitaria e alla relativa gestione da parte delle autorità italiane. Prendendo le mosse dalle principali criticità riguardanti la situazione carceraria (dalle conseguenze delle rivolte all’interno dei penitenziari dello scorso marzo, alla perdurante condizione di sovraffollamento, nonostante le misure straordinarie introdotte dal decreto cd. Cura Italia), il Presidente Palma ha poi ampliato il proprio campo di analisi, soffermandosi altresì su alcuni fatti della cronaca recente, nonché sulle problematiche inerenti la condizione degli anziani ricoverati nelle Rsa del nostro paese – un tema di cui si è già discusso in più occasioni su DPU – il blog: ad esempio, qui, qui e qui).

In particolare, con riguardo alla vicenda del sequestro della caserma Levante di Piacenza, il dott. Palma ha commentato:

Ci siamo focalizzati su tre parole chiave che riteniamo pericolose sulla formazione delle forze di polizia. Primo: produttività. L’idea che più operazioni fai e più vai avanti con la carriera è devastante a livello culturale e determina deviazioni. Secondo: inimicizia. C’è il rischio che l’obiettivo dell’azione non sia fermare il crimine e arrestare l’autore ma annientare un soggetto percepito come contrapposto. Terzo: impunità. Un errato spirito di corpo può portare a rinchiudersi, a ritenere chi indaga come ostile. Ne abbiamo parlato con i massimi responsabili dei corpi di polizia perché non tutto si risolve con l’azione penale, dobbiamo capire come nascono alcune dinamiche e fare attenzione a queste parole nella formazione iniziale degli agenti e in quella in itinere

Quanto alla gestione delle Rsa italiane, il Garante ha definito queste ultime «luoghi in cui in una condizione normale il garante deve selezionare le persone da tutelare […]. Con la chiusura imposta dal Covid tutte le persone devono essere tutelate dall’istituzione esterna di garanzia perché sono private della libertà personale non de iure, ma de facto. Il punto adesso è capire come si riprendono le visite e le uscite in sicurezza. Questo non può significare vedere ogni tanto i propri parenti al di là del vetro. Abbiamo scritto a presidenti delle regioni, comitato tecnico scientifico e vogliamo interloquire a livello alto con il governo per capire come si supera la situazione di emergenza».

Si dice “convivere con il virus”, ma cosa significa in una Rsa? O in una residenza per disabili?

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Leggi qui l’intervista completa sul sito di Ristretti Orizzonti

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