Perché un blog?

Nessuna intuizione, per quanto buona essa sia, è in grado di produrre un cambiamento reale se camminiamo da soli. Per sperare di ottenere un risultato tangibile, in qualunque campo, occorre infatti unire le teste, i cuori, e soprattutto le forze.

Questa consapevolezza sta alla base della prima ragione per cui è nato DPU –il blog.
Infatti, volevamo offrire, sia a chi già conosce il progetto e la Rivista DPU, sia ai nuovi futuri lettori e collaboratori, uno spazio dedicato a un confronto franco, aperto e spontaneo, reso il più possibile immediato grazie agli strumenti che un blog è in grado di mettere a disposizione, sui problemi che interessano gli uomini e le donne nella società moderna.

DPU – il blog, dunque, vuole essere prima di tutto uno strumento per fare “rete”, favorendo la comunicazione tra differenti realtà, iniziative e progetti, dai più conosciuti (come nel caso delle grandi organizzazioni internazionali o dei portali web istituzionali) ai meno noti (quali le piccole associazioni locali o le iniziative di più recente avvio) che, ciascuno a proprio modo e con il proprio linguaggio, pongono al centro l’uomo, come individuo e come parte di una comunità, e si impegnano ogni giorno, con coraggio e senza ipocrisie, a individuare, comprendere e (possibilmente) risolvere i problemi che affliggono la società.

«Saper ascoltare significa possedere, oltre al proprio, il cervello degli altri»

Leonardo da Vinci


Il blog nasce quindi dalla convinzione –la stessa che si pone alla base dell’intero progetto culturale DPU – che sono solo grazie al confronto reciproco, alla condivisione delle singole prospettive e dei diversi modi di guardare al medesimo oggetto, potremo (forse) sperare di raggiungere una visione completa dei fenomeni sociali, che è il primo e fondamentale passo verso una possibile soluzione dei problemi.

D’altra parte, c’è una seconda ragione alla base della scelta di completare il progetto culturale DPU, avviato ad aprile 2019 tramite l’omonima Rivista scientifica, con la creazione di un blog.

Infatti, con il passare dei mesi, via via che il progetto prendeva forma e la Rivista cresceva, è al contempo cresciuta anche la consapevolezza di quanto
straordinariamente estesa sia l’area dei cantieri di lavoro aperti da DPU, di quanto complesse e articolate siano le domande alle quali DPU vorrebbe dare risposta, e di quanto numerose e diversificate siano le voci che chiedono, talvolta a bassa voce e talvolta con forza, di essere ascoltate e a ciascuna delle quali DPU vorrebbe poter dare il giusto spazio.

Appariva chiara, insomma, la necessità di mettere a disposizione del progetto DPU uno strumento nuovo, agile e fruibile, capace di intercettare tutte quelle voci, quei sussurri e quelle grida di chi vive in prima persona i problemi che DPU intende affrontare; le voci di chi, dunque, è in grado di offrire uno spaccato immediato e reale, a volte drammaticamente reale, della condizione umana nella società contemporanea.

Quanto mai imprescindibile, in questo quadro, è la partecipazione attiva dei nostri lettori, che invitiamo caldamente a intervenire, condividendo pensieri, considerazioni e commenti, ovvero segnalando ulteriori iniziative e progetti meritevoli di attenzione, così da ampliare e rafforzare ulteriormente i confini della rete.

Ancora una volta, si tratta dunque di unire le forze, mettendo in campo tutte le risorse possibili –rappresentate, oggi, dalla Rivista e dal blog, e domani chissà – per far fronte, grazie anche al fondamentale supporto dei nostri numerosi lettori, all’ambizioso compito e alle molteplici sfide che animano il progetto DPU.