Credits to St. Barnabas Episcopal Church

Una statua di “Gesù senzatetto”, che dorme su una panchina, installata proprio davanti alla chiesa di una ricca cittadina, per ricordare a tutti, anche ai più benestanti, il valore fondamentale della carità cristiana e l’importanza di volgere sempre lo sguardo nei confronti dei più poveri.

Questa l’idea di Padre Alex Martin, sacerdote presso la chiesa episcopale di San Barnaba di Bay Village, in Ohio. Dal 12 ottobre al 1 dicembre scorsi, chiunque si fosse recato presso la Chiesa di Padre Martin non avrebbe potuto non notare quella figura sdraiata, completamente avvolta in una coperta per proteggersi dal freddo salvo per i piedi, che rimanevano scoperti per mostrare le stigmate.

L’opera, realizzata dallo scultore figurativo canadese Timothy Schmalz, è la rappresentazione di un versetto del Vangelo di Marco (25:40), che recita:

«In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me».

Secondo l’US Census Bureau, il reddito familiare medio di Bay Village è di 102.917 dollari, e solo il 2,8% dei residenti si trova in condizioni di povertà[1]. Non è dunque frequente, da quelle parti, vedere un senzatetto che dorme su una panchina, ed è proprio questa una delle molteplici ragioni che hanno spinto Padre Martin a esibire l’opera, come si legge sulla pagina web della chiesa di Bay Village.

Da un lato, con questo gesto il sacerdote ha voluto ricordare ai residenti che, per quanto il problema degli homeless non tocchi da vicino la comunità di Bay Village, non serve andare troppo lontano per incontrare chi, invece, ha estremo bisogno di aiuto. «Forse la statua ispirerà coloro che la vedranno ad agire e ad aiutare»[2].

Inoltre, la statua vuole esprimere la convinzione «ogni persona è creata a immagine di Dio e che ogni vita è sacra, anche quelle vite che spesso scartate come rifiuti dalla società»[3]. In particolare, l’opera ci ricorda che Gesù si identificava prima di tutto con gli emarginati, coloro che, ai quei tempi, erano considerati gli ultimi della terra: trascorreva gran parte del suo tempo in compagnia di esattori delle tasse e prostitute, spesso con profondo disappunto da parte dell’alta società.

«Infine, forse la scultura ci renderà un po’ più gentili e disponibili gli uni con gli altri, meno pronti a giudicare il prossimo»[4].

 

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[1] Dato riportato da D. Williams, A realistic ‘Homeless Jesus’ statue sparks conversation — and a visit from police, in CNN, 16 ottobre 2020.

[2] «Perhaps the statue will inspire those who see it to take action and help».

[3] «All people are created in the image of God and that all life holds sacred worth – even those lives often discarded by society».

[4] «Finally, maybe the sculpture will make us a bit kinder and gentler with one another, less eager to pass judgement on others».

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