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Articolo di Vincenzo Musacchio

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La rivoluzione tecnologica del terzo millennio sta determinando opportunità inconcepibili fino a qualche anno fa.

Intelligenza artificiale, robotica, big data, internet e tutte le altre tecnologie della quarta rivoluzione industriale stanno modificando le nostre vite come mai accaduto prima d’ora, aprendo, purtroppo, scenari, inediti e pericolosissimi, anche per la criminalità organizzata mondiale. È proprio su questa sfida tecnologica che le mafie si sono già attrezzate per trarre i più alti profitti possibili dalla società ideale del terzo millennio, la cosiddetta “società 5.0”.

Nell’era delle tecnologie digitali, le mafie confermano ancora una volta la loro duttilità, collegando il reale e il virtuale e investendo capitali verso aree d’impresa innovative e ad alto contenuto tecnologico. Ad esempio, non da ora, per i nuovi mafiosi sono di “particolare interesse” molti progetti legati allo sviluppo di fonti energetiche alternative, all’emergenza ambientale e alle attività ad altissimo contenuto tecnologico e digitale.

Proviamo a comprendere quali potrebbero essere le nuove tecnologie che rivoluzioneranno gli anni a venire e alle quali le mafie saranno interessate.

Intelligenza artificiale, 5G, Internet delle cose, auto a guida autonoma, computer quantistici.

Sono alcuni settori già sperimentati che promettono sviluppi e ingenti guadagni non appena vi sarà la loro applicazione pratica, diffusa ed estesa alla maggior parte dei settori della nostra esistenza. È proprio su quest’ultimo aspetto che le mafie si concentreranno per accumulare ingenti profitti.

La capillare diffusione del 5G, ad esempio, promette guadagni immensi che non possono non far gola alle mafie che già sono all’opera nel settore da qualche tempo. Niente più cavi in fibra ottica ma impulsi di comunicazione rilanciati tra antenne e celle almeno mille volte più veloci di quelle garantite con la tecnologia 4G. Il 5G eliminerà per sempre il tempo di latenza nel passaggio di audio, video e immagini. Si potranno scaricare intere serie tv in pochi minuti, comandare da remoto in tempo reale automobili, elettrodomestici e robot, grazie alla connessione tra sensori, telecamere e droni, ci sarà possibilità di gestire in modo efficiente il traffico di strade e aeroporti. Immaginate solo per un attimo cosa significhi questo per le mafie di tutto il mondo? La maggior parte di queste nuove funzioni potrà essere utilizzata in modalità criminale anche solo con uno smartphone.

Un altro settore dove le mafie hanno rivolto la loro attenzione è il settore del “multicloud”. Negli ultimi anni la tecnologia del “cloud computing” ci consente di salvare immagini, documenti, audio e video in archivi online, accessibili in qualsiasi momento e luogo grazie a una connessione internet. Il problema è che questi servizi cloud non comunicano tra loro. La nuovissima tecnologia invece sta andando verso infrastrutture che integreranno i servizi cloud pubblici e privati di diversi fornitori ottimizzando la comunicazione e i costi delle licenze e non sovraccaricando i data center del singolo fornitore.

Chi gestirà tutto quest’affare con enormi guadagni?

Un nuovo settore da attenzionare è anche l’edge computing ovvero quella tecnologia distribuita e aperta in grado di elaborare i dati dal dispositivo con cui si sta lavorando dal server locale invece di trasmetterli tutti al data center. In sostanza si ha un accesso istantaneo a un grande volume di dati che sono elaborati in tempo reale senza ritardi e consumando meno banda larga del previsto, perché sono inviati sul cloud centrale solo le informazioni più importanti.

E allora che cosa c’entrano le mafie?

Un esempio pratico. La criminalità organizzata potrà elaborare dati che possono provenire dal riciclaggio di denaro sporco o da altri reati “spia” per ottimizzare il processo illegale e trasformarlo in legale trasferendo i dati proprio nei mercati legali globali.

In ambito transnazionale le mafie stanno già operando sulla nuova tecnologia della “smart home”. Grazie a questa modernissima tecnologia le nostre abitazioni potranno essere più intelligenti con gli elettrodomestici in grado di comunicare tra loro senza bisogno dell’interazione umana. Questo ovviamente può accadere non solo con gli elettrodomestici ma con i droni e i robot sempre più spesso utilizzati dalle mafie nel traffico e nella distribuzione di sostanze stupefacenti. Le mafie, a breve, potrebbero avere la tecnologia per creare uno standard unico per rendere compatibili tra loro i dispositivi per la domotica tra continenti diversi nella preparazione delle droghe sintetiche.

Un’ultima tecnologia interessa molto le mafie: la guida totalmente indipendente. Mezzi meccanici che si guidano senza pilota. Tra le nuove tecnologie questa è in assoluto la più pericolosa. Arrivare a ottenere macchine in grado di raggiungere il livello “cinque”, cioè la guida completamente autonoma, significa ad esempio eliminare i corrieri della droga con un abbattimento dei rischi e dei costi.

L’intelligenza artificiale aprirà scenari inediti per la soluzione di problemi sociali complessi come il cambiamento climatico, le disuguaglianze sanitarie, la scarsità di risorse energetiche, lo sviluppo urbano e la crescita industriale ma al tempo stesso aprirà, purtroppo, anche nuovi mercati nei quali le mafie di tutto il mondo si tufferanno a capofitto.

Su questi nuovi aspetti sarà indispensabile agire al più presto formando le forze di polizia e la magistratura. Si dovrà stimolare il legislatore ad adeguare le categorie classiche del diritto penale sostanziale e processuale con i problemi posti dall’impiego di strumenti tecnologici informatici e d’intelligenza artificiale, sia per la commissione di reati che per il loro accertamento procedurale a livello europeo e internazionale.

Le nuove frontiere tecnologiche sono oggi il motore del rapido cambiamento della società al quale le nuove mafie si sono già perfettamente adeguate. In questo terzo millennio gli Stati saranno chiamati a combattere le mafie su diversi fronti a misurarsi con questi nuovi scenari, per cui dovranno muoversi presto e assieme elaborando soluzioni e progettando nuovi assetti normativi per combattere questi fenomeni particolarmente complessi.

 

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