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I ministri dell'Economia e delle Finanze degli Stati membri condividono le proposte del Consiglio dell’UE per una strategia comune nella lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo

Lo scorso 4 novembre i ministri dell’Economia e delle Finanze degli Stati membri dell’Unione Europea si sono riuniti per discutere, tra l’altro, delle recenti proposte formulate dal Consiglio dell’UE in tema di contrasto al finanziamento del terrorismo e al riciclaggio e di denaro a livello transnazionale (un problema, quest’ultimo, la cui portata è stata ben posta in evidenza dal recente scandalo dei Fincen Files, dalla quale è emersa l’esistenza di un fenomeno globale di trasferimenti apparentemente illeciti per oltre due miliardi di dollari)[1].

Le proposte del Consiglio, oggetto di discussione da parte dei ministri durante la riunione, sono finalizzate a orientare le prossime iniziative di riforma legislativa che la Commissione Europea presenterà nei primi mesi del 2021 per avviare una strategia comune, a livello europeo, nella lotta alla criminalità finanziaria transnazionale.

 Così, nel progetto di conclusioni elaborato dal Consiglio[2], sul quale i ministri europei hanno espresso ampia condivisione, viene in particolare raccomandato alla Commissione di attivarsi, nei primi mesi del prossimo anno, al fine di:

– armonizzare le diverse normative europee mediante l’adozione di un regolamento direttamente applicabile, che potrebbe essere presentato nel primo trimestre del 2021.

istituire un’autorità di vigilanza europea dotata di poteri di controllo diretto su un insieme definito di soggetti e a fronte di precise circostanze, tali da rappresentare un rischio di attività finanziarie illecite

«I recenti presunti casi di riciclaggio, anche all’interno dell’UE, sottolineano l’urgenza di adottare misure. Norme più armonizzate e una vigilanza a livello dell’UE ci consentiranno di essere più efficaci e di rafforzare il quadro antiriciclaggio dell’UE. Il fatto che siamo tutti uniti a favore di misure energiche in materia di antiriciclaggio è un segnale importante», ha dichiarato Olaf Scholz, ministro federale delle Finanze e vicecancelliere della Germania, a valle della riunione dei ministri[3].

I recenti presunti casi di riciclaggio, anche all’interno dell’UE, sottolineano l’urgenza di adottare misure […]. Il fatto che siamo tutti uniti a favore di misure energiche in materia di antiriciclaggio è un segnale importante

Proposte in questa direzione, peraltro, sono già da qualche tempo sul tavole della discussione in ambito eurounitario.

Infatti, come ricorda anche il Servizio studi del Senato nella nota diffusa a valle della riunione dei ministri europei[4], già lo scorso maggio la Commissione europea aveva comunicato[5] la propria intenzione di provvedere a una complessiva riforma del sistema di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, tramite, da un lato, l’adozione di un corpus normativo armonizzato e, dall’altro lato, la creazione di un organismo di vigilanza a livello europeo che operi in stretta cooperazione con le autorità nazionali competenti, allo scopo di garantire un controllo effettivo ed efficace sulle attività economiche condotte all’interno del mercato unico.

Già lo scorso maggio la Commissione europea aveva comunicato la propria intenzione di provvedere a una complessiva riforma […] tramite […] l’adozione di un corpus normativo armonizzato e […] la creazione di un organismo di vigilanza a livello europeo

In tal senso, la Commissione aveva basato la propria proposta su sei pilastri[6]:

garantire l’effettiva attuazione del quadro normativo e regolamentare esistente in materia di contrasto al riciclaggio a al finanziamento del terrorismo;

istituire un corpus normativo unitario in materia;

creare un sistema di vigilanza a livello europeo in materia di antiriciclaggio e di contrasto del finanziamento del terrorismo, a integrazione e completamento dei singoli sistemi nazionali;

istituire un meccanismo di sostegno e cooperazione per le unità di informazione finanziaria;

assicurare l’attuazione delle disposizioni di legge europee in materia di diritto penale e di scambio di informazioni tra gli Stati membri;

– rafforzare la dimensione internazionale del quadro in materia di antiriciclaggio e contrasto del finanziamento del terrorismo.

 

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[1] Si veda S. Arcieri, R. Bianchetti, «Abbiamo due sistemi di applicazione della legge e della giustizia nel paese», pubblicato sulla Rivista DPU il 30 settembre 2020. Sullo stesso tema vedi anche: Sei proposte urgenti per il contrasto al riciclaggio internazionale di denaro, del 23 ottobre 2020, Fincen Files: i numeri della maxi-inchiesta, del 9 ottobre 2020 e Abusi fiscali, riciclaggio di denaro e corruzione: le piaghe della finanza globale, del 30 settembre 2020, tutti su DPU – il blog.

[2] Cfr. Council of the European Union, Council conclusions on anti-money laundering and countering the financing of terrorism, 5 novembre 2020.

[3] Dichiarazioni riportate nell’articolo Videoconferenza dei ministri dell’Economia e delle finanze, 4 novembre 2020pubblicato sul sito del Consiglio europeo e del Consiglio dell’Unione europea, il 4 novembre 2020.

[4] Cfr. Servizio studi del Senato, Nota n. 61 – Consiglio ECOFIN del 4 novembre 2020, 17 novembre 2020.

[5] Cfr. il documento Communication from the Commission on an Action Plan for a comprehensive Union policy on preventing money laundering and terrorist financing, 7 maggio 2020.

[6] Ibidem, p. 3.

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