Credits to Unsplash.com
L'indagine di Reuters porta allo scoperto la verità sui tassi di mortalità nelle carceri statunitensi

Il governo degli Stati Uniti non rende noti i dati relativi ai tassi di mortalità dei detenuti in carcere: il Dipartimento di Giustizia, infatti, che pure raccoglie regolarmente tutte le informazioni sui decessi avvenuti nei penitenziari statunitensi, non condivide il pubblico né con gli esponenti della politica i risultati delle proprie verifiche, rendendo così  di fatto impossibile, per la collettività, percepire l’effettiva portata del problema delle morti in carcere.

Per colmare questa lacuna, la nota agenzia di stampa internazionale Reuters ha presentato ai più grandi penitenziari del paese (che ospitano 750 o più detenuti) oltre 1.500 richieste di accesso ai documenti pubblici riguardanti le morti registrate al proprio interno negli ultimi dodici anni, dal 2008 al 2019.

Una volta ottenuti i documenti, che riguardano complessivamente 523 istituti di pena, i giornalisti di Reuters si sono immediatamente messi al lavoro per analizzare i dati, nazione per nazione, istituto per istituto. Complessivamente, Reuters calcola di aver preso in considerazione i dati riguardanti 445.106 detenuti per ogni anno, pari al 20% circa della popolazione carceraria statunitense[1]l’anno. Se il totale dei detenuti Usa è 2.200.000, 445.000 rappresenta il 20,2%

Finalmente, nel presente mese di ottobre, l’agenzia ha pubblicato i dati all’interno del rapporto “Dying Inside. The data behind jail deaths in America[2].

E sono dati drammatici.

Reuters ha infatti documentato la morte di 7.571 detenuti, tra il 2008 e il 2019.

______________

Fonte: Reuters

______________

Più in dettaglio:

– Quasi la metà dei detenuti hanno perso la vita a seguito di malattia (3.802 persone), spesso senza aver ricevuto un’assistenza sanitaria adeguata.

In più di un quarto dei casi – 2.075 in totale – si è trattato di un suicidio.

Più di 2.000 persone si sono tolti la vita a causa di problemi mentali; circa 1.500 di loro esano ancora in attesa di processo[3].

Il tasso di mortalità è salito dell’8% negli ultimi tre anni e del 35% nel decennio conclusosi nel 2019.

Almeno due terzi delle persone decedute, per la precisione 4.998 detenuti, hanno perso la vita mentre erano ancora in attesa del processo, e dunque non sono mai neppure arrivati a poter esercitare il proprio diritto di difesa dinanzi a un tribunale. Di questi, quasi 300 detenuti hanno trascorso almeno un anno in carcere, nell’attesa della celebrazione del processo, prima del decesso.

Circa la metà delle vittime era di pelle bianca, mentre il 28% dei detenuti che si sono tolti la vita erano afroamericani, un’incidenza pari a oltre il doppio rispetto ai bianchi, tenuto conto della quota rappresentata dai neri all’interno della popolazione statunitense

Nel 2019, oltre un decimo delle morti è risultata dovuta a intossicazione acuta da alcol o sostanze stupefacenti. In totale, sono 618 le persone decedute in dodici anni per tali cause

_________________

Per consultare i dati relativi ai singoli paesi, clicca qui oppure leggi l’articolo di G. Smith, Jail deaths in America: data and key findings of Dying Inside, pubblicato in 16 ottobre sul sito di Reuters.

______________

 

[1] Cfr. USA – Indagine della Reuters: oltre 3.000 morti l’anno nelle prigioni statunitensi, in Nessuno tocchi Caino, 21 ottobre 2020.

[2] Cfr. G. Smith, Jail deaths in America: data and key findings of Dying Inside, in Reuters, 16 ottobre 2020.

[3] Cfr. P. Eisler, L. So, J. Szep, G. Smith, N. Parker, Dying Inside. The Hidden Crisis in America’s Jails. Part 1, in Reuters, 16 ottobre 2020.

Scrivi un commento