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La task force istituita dall’ONU evidenzia la necessità di riforme urgenti per garantire la trasparenza delle attività finanziarie

Con un comunicato stampa dello scorso 24 settembre, sono stati resi noti i primi risultati dell’attività svolta dal panel FACTI, un gruppo di lavoro istituito ai primi di marzo dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per analizzare ed elaborare possibili soluzioni ai problemi connessi alle condotte di evasione ed elusione fiscale, riciclaggio di denaro e corruzione, poste in essere a livello internazionale.

Il gruppo è composto da diciassette membri, provenienti dal mondo accademico, della politica, della società civile e del settore privato (tra cui anche alcuni ex governatori delle banche centrali).

«I governi devono fare di più per contrastare l’abuso fiscale e la corruzione nel sistema finanziario globale»: queste le prime conclusioni raggiunte dal panel di esperti.

Come denunciato nel rapporto preliminare del panel FACTI, infatti, «le transazioni illecite avvengono dappertutto, ma hanno hanno un impatto molto più devastante sui paesi in via di sviluppo. Minacciano l’erogazione dei servizi pubblici, gli investimenti produttivi, la fiducia della collettività, l’integrità delle istituzioni e lo Stato di diritto, dentro e fuori dai confini nazionali»[1].

«I governi devono fare di più per contrastare l’abuso fiscale e la corruzione nel sistema finanziario globale»: queste le prime conclusioni raggiunte dal panel di esperti

Secondo il panel, le conseguenze delle condotte illecite commesse in ambito finanziario si traducono in un enorme spreco di risorse a livello internazionale e, nello specifico:

  • in una somma compresa tra i 500 e i 600 miliardi di dollari persi ogni anno dai singoli governi a causa del trasferimento dei capitali e degli utili delle imprese;
  • in 7 trilioni di dollari di soggetti privati nascosti dei paradisi fiscali;
  • in circa 1,6 trilioni di dollari all’anno oggetto di riciclaggio, pari al 2,7% del PIL globale.

I sistemi di controllo finanziario non hanno saputo tenere il passo con un mondo sempre più globalizzato e digitalizzato, si legge ancora nel comunicato stampa, nel quale viene altresì ricordato, a tal proposito, anche quanto emerso di recente dall’inchiesta Fincen Files (di cui abbiamo recentemente parlato anche sulla Rivista DPU), che ha rivelato l’esistenza di migliaia di operazioni bancarie sospette, realizzate in tutto il mondo dai colossi dell’industria e delle banche negli ultimi vent’anni, per un valore complessivo superiore ai due miliardi di dollari.

Secondo il panel, le conseguenze delle condotte illecite commesse in ambito finanziario si traducono in un enorme spreco di risorse a livello internazionale

«La corruzione e l’elusione fiscale dilagano. Troppe banche sono conniventi e troppi governi si trovano e essere bloccati nel passato. Siamo stati tutti derubati, specialmente i più poveri del mondo», ha affermato la dottoressa Dalia Grybauskaitė, co-presidente del gruppo di lavoro ed ex presidente della Lituania. «La fiducia nel sistema finanziario è essenziale per affrontare i grandi problemi sociali», ha detto ancora la co-presidente; «tuttavia, ciò che otteniamo sono solo tentennamenti e ritardi, che sono al limite della connivenza»[2].

«La corruzione e l’elusione fiscale dilagano. Troppe banche sono conniventi e troppi governi si trovano e essere bloccati nel passato. Siamo stati tutti derubati, specialmente i più poveri del mondo»

In tutto ciò, l’attuale contesto pandemico non ha fatto che aggravare la situazione, denuncia ancora il rapporto preliminare. «Le nostre difficoltà nell’affrontare il problema della corruzione e della criminalità finanziaria sono state ulteriormente accentuate dalla diffusione del COVID-19», ha affermato il dott. Ibrahim Mayaki, anch’egli co-presidente del panel FACTI ed ex primo ministro della Nigeria. «Le risorse che sarebbero necessarie per fermare la propagazione del virus, per proteggere la vita delle persone e garantire il loro sostentamento vengono invece perse a causa della corruzione e degli abusi finanziari»[3].

«La fiducia nel sistema finanziario è essenziale per affrontare i grandi problemi sociali […]. Tuttavia, ciò che otteniamo sono solo tentennamenti e ritardi, che sono al limite della connivenza»

Alla luce di quanto emerso finora dall’analisi effettuata, il gruppo FACTI, nel proprio report preliminare, sollecita con decisione i governi a rafforzare i meccanismi di cooperazione internazionale, adottando un approccio più coerente e più equo allo scopo di contrastare efficacemente il dilagare delle condotte illecite e il progressivo e crescente spreco di risorse finanziarie a livello globale.

Nei prossimi mesi, il panel proseguirà il proprio lavoro di analisi, i cui risultati confluiranno in un successivo report finale, completo delle raccomandazioni formulate dalla task force nei confronti dei governo e delle istituzioni nazionali, la cui pubblicazione è prevista per il prossimo mese di febbraio.

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Leggi qui il comunicato stampa del 24 settembre u.s.

Scarica qui il report preliminare del gruppo FACTI

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[1] «Illicit transactions are found everywhere, but they have a much heavier impact on developing countries. They undermine public service delivery, productive investment, public trust, the integrity of institutions and the rule of law, within and across borders» (p. V del report).

[2] Si veda il comunicato stampa del 24 settembre u.s.: «Corruption and tax avoidance are rampant. Too many banks are in cahoots and too many governments are stuck in the past. We’re all being robbed, especially the world’s poor […]. Trust in the finance system is essential to tackle big issues […]. Instead we get dithering and delay bordering on complicity».

[3] Ibidem: «Our weakness in tackling corruption and financial crime has been further exposed by the COVID-19 […]. Resources to stop the spread, keep people alive and put food on tables are instead lost to corruption and abuse».

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