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Alla vigilia della Giornata Internazionale Contro La Tratta di Esseri Umani (30 luglio), l’organizzazione non goverantiva Save the Children ha pubblicato il X rapporto in tema di tratta e sfruttamento di minori dal titolo:

Piccoli schiavi invisibili.
L’impatto del COVID-19 sulla tratta e lo sfruttamento:
dalle strade all’online

 

Molti sono gli aspetti interessanti che emergono da questo rapporto; ne riportiamo di seguito una sintesi:

– più di 40 milioni sarebbero nel mondo, secondo le stime, le vittime di tratta o sfruttamento costrette in schiavitù. Tra queste, 1 su 4 (ossia 10 milioni di essere umani), avrebbe meno di 18 anni. Una realtà ancora molto sommersa che riguarda, in 1 caso su 20, bambini aventi meno di 8 anni di età. In Europa, i dati della Commissione sono fermi alla rilvevazione 2015-2016 (circa 20.000 casi, di cui 1/4 minorenni);

elevati sono anche i numeri in Italia. Secondo il rapporto, tra le 2.033 persone prese in carico dal sistema anti-tratta nel 2019, la forma più diffusa di sfruttamento resta quella sessuale (84,5%) perpetrata principalmente nei confronti di donne e ragazze (86%). Quanto alle vittime, 1 su 12 ha meno di 18 anni, mentre il 5% ha meno di 14 anni; la nazionalità è prevalentemente nigeriana (87%), ivoriana (2,5%) e tunisina (1,9%).  Le regioni con il maggior numero di casi emersi sono la Sicilia (29,8%), la Liguria (14,3%) la Campania (9,3%) e il Piemonte (13,7%);

tra gli effetti “sociali” del Coronavirus, durante il lockdown abbiamo visto una iper-esposizione al mondo digitale da parte di bambini e adolescenti, condizione che di fatto ha accresciuto il rischio di finire vittime dell’adescamento dei predatori sessuali della rete. Secondo la Commissione Europea la domanda di materiale pedopornografico sarebbe aumentata durante questo periodo del 30% in alcuni Stati membri dell’Unione. Secondo l’EUROPOL il 30% degli offender che sono in possesso di materiale pedopornografico e che sono attivi negli scambi online e nella darknet è anche coinvolto in azioni di coercizione e di estorsione sessuale a danno di minori.

In sostanza, il rapporto mostra chiaramente come durante l’isolamento per la crisi pandemica la situazione per le vittime di tratta si sia aggravata drasticamente

Infatti, dalle testimonianze degli operatori del progetto “Vie d’Uscita”, emerge che le vittime sono state esposte a maggiori pressioni e violenze da parte dei loro controllori/carnefici; spesso sono state costrette ad accettare richieste sempre più “spinte” e ad operare, oltre che su strada, anche al domicilio indicato dal richiedente. In molti casi gli incontri sono avvenuti nell’assoluta mancanza di misure di protezione personale rispetto al virus, in altri le ragazze hanno ricevuto informazioni errate sull’uso dei dispositivi protettivi (come la mascherina) o su presunte immunità di origine etnica. In molti casi sono state spinte a iniziare nuove attività di prostituzione indoor, condividendo a volte appartamenti affollati, o ad erogare prestazioni “dirette” (in video-chat e webcam) o “indirette”, anche per la produzione di materiali pornografici.

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Per leggere il comunicato stampa di Save the Children, clicca qui.

Per scaricare il Report completo, clicca qui.

 

 

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