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Individuate le aree cerebrali connesse all'esperienza di agency

«Ogni giorno compiamo azioni che producono effetti nel mondo esterno e abbiamo pochi dubbi su chi abbia causato che cosa»

«Secondo alcuni, questo senso di agency deriva da una ricostruzione a posteriori di una probabile relazione causale tra un evento e i nostri gesti precedenti; altri hanno suggerito che il senso di agency possa derivare da comparazioni prospettiche dei programmi motori e dei loro effetti».

Per meglio comprendere i meccanismi alla base del senso personale di responsabilità delle nostre azioni, in un recentissimo studio, pubblicato il 1 luglio scorso sulla rivista Science Advances, un gruppo di ricercatori di Milano e di Trento, coordinati dal Prof. Eraldo Paulesu, ha indagato i correlati neurofunzionali del senso di agency, sottoponendo a risonanza magnetica funzionale (fMRI) un campione di 24 soggetti. Gli studiosi hanno poi voluto verificare anche se il predetto senso di responsabilità potesse essere in qualche misura manipolato modulando l’attività delle aree cerebrali coinvolte, attraverso un protocollo di stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (rTMS) effettuata su altri 40 partecipanti.

«Grazie alla risonanza magnetica funzionale, abbiamo scoperto che il senso di agency è associato a una specifica rete cerebrale, che include l’area motoria pre-supplementare (SMA) e la corteccia parietale dorsale», scrivono i ricercatori, i quali hanno altresì osservato che la stimolazione magnetica transcranica parrebbe suscettibile di modificare la nostra esperienza di agency, portandoci a sentirci responsabili anche di conseguenze non direttamente riconducibili alle nostre azioni.

«L’indagine a mezzo di fMRI ci ha permesso di caratterizzare la rete cerebrale coinvolta nella genesi dell’esperienza di agency», si legge nello studio

«Lo studio rTMS ha completato la nostra indagine permettendoci di fare inferenze causali sulla relazione tra le attività cerebrali locali e i loro possibili diversi ruoli nella genesi dell’esperienza di agency».

Gli autori ribadiscono poi l’importanza di proseguire nelle ricerche volte a identificare eventuali ulteriori processi neurali specifici connessi al senso di responsabilità personale per le nostre azioni, posto che una maggiore conoscenza di questi fenomeni potrebbe favorire la corretta «interpretazione di quei disturbi in cui uno specifico deficit del senso di agency può giocare un ruolo importante», come ad esempio la schizofrenia.

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Leggi qui l’articolo di L. Zapparoli, S. Seghezzi, E. Zirone, G. Guidali, M. Tettamanti, G. Banfi, N. Bolognini, E. Paulesu, How the effects of actions become our own, in Science Advances, n. 6, 2020.

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