Credits to Unsplash.com

Segnaliamo ai lettori del blog che è oggi disponibile, sul canale Youtube e sulla pagina Facebook del’Associazione BrainCircleItalia, il video dell’intervento svolto dal Prof. Adrian Raine lo scorso 25 maggio, nell’ambito del ciclo di incontri “Pillole per la mente” organizzato da Brainforum e dedicato, nell’edizione di quest’anno, ai rapporti tra mente, cervello e alimentazione.

Da diversi anni, il professor Raine, docente di criminologia e psichiatria presso l’Università della Pennsylvania (che abbiamo intervistato anche su DPU), studia il cervello dei bambini per intercettare e prevenire lo sviluppo di comportamenti criminali.

Prendendo le mosse dalle evidenze scientifiche in ordine all’esistenza di una base biologica delle tendenze aggressive e del comportamento antisociale, nel proprio intervento a Brainforum, il Prof. Raine ha illustrato i risultati degli studi da lui condotti negli ultimi anni volti a indagare i rapporti tra alimentazione e prevenzione della violenza, spiegando come alcuni comportamenti alimentari scorretti (malnutrizione, assunzione di alcol, eccesso di zuccheri, carenza di Omega 3) rappresentino un rilevante fattore di rischio per la manifestazione di condotte aggressive.

In particolare, le sue ricerche hanno mostrato come una dieta non equilibrata da parte delle madri durante la gravidanza possa influenzare negativamente lo sviluppo cerebrale del feto, aumentando di circa due volte e mezzo il rischio che il bambino, durante la crescita, sviluppi un temperamento antisociale caratterizzato da elevata irritabilità e scarsa capacità di controllo degli impulsi.

Non solo: ulteriori esperimenti condotti sui bambini hanno mostrato una significativa riduzione dell’aggressività in coloro che, su indicazione del team di ricercatori coordinato da Raine, avevano hanno un’alimentazione più ricca di Omega 3 rispetto al gruppo di controllo. I medesimi esperimenti sono stati ripetuti anche con soggetti di età adulta, con risutati analoghi.

Non si tratta, dunque, solo di fare prevenzione: «la somministrazione continuativa di un supplemento di Omega 3 consente di registrare una sensibile diminuzione delle tendenze antisociali nell’arco di soli tre mesi», ha spiegato il professore

I risultati di questi studi sono particolarmente importanti in quanto, se dovessero trovare conferma nell’ambito di ricerche successive, condotte su campioni diversi e numericamente più ampi, ad avviso del prof. Raine potrebbero consentire di

«avere una terapia semplice, economica e senza effetti collaterali per migliorare la condizione di vita nelle carceri e prevenire il ripetersi di comportamenti criminali, con importanti conseguenze sociali e individuali»

 

________________________

Guarda il video dell’intervista su Youtube:

 

Scrivi un commento